Habasit incontra Rossi Motoriduttori, un’intesa nel segno dell’innovazione


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Un accordo di partnership per condividere le risorse e crescere su scala internazionale. A siglarlo, a fine 2004, sono Habasit , azienda svizzera leader mondiale nel settore della produzione di cinghie e nastri trasportatori, e Rossi Motoriduttori di Modena, uno tra i maggiori gruppi industriali a livello europeo nella produzione e commercializzazione di riduttori, motoriduttori, motori elettrici normali e autofrenanti e variatori elettronici di velocità.

Da allora la società di Basilea è entrata come socio di minoranza nel capitale sociale del Gruppo Rossi Motoriduttori, che ha puntato sull'intesa con Habasit per accelerare il proprio processo di internazionalizzazione. “Siamo un'azienda privata di proprietà familiare - afferma Vero Greco , amministratore delegato di Rossi Motoriduttori - che da sempre dedica attenzione specifica e continua alla qualità e all'innovazione. È principalmente su quest'ultimo obiettivo, sulla capacità dimostrata di perseguirlo e concretizzarlo, la chiave del successo del gruppo”.

Ad attrarre Habasit l'abilità dell'azienda modenese nell'interpretare in modo originale le esigenze dei numerosissimi campi civili e industriali nei quali vengono impiegati riduttori e motoriduttori. Molte delle soluzioni che Rossi Motoriduttori ha adottato per prima, come l'introduzione del fissaggio universale e della modularità spinta a livello di componenti, sono diventate un riferimento per il mercato, tappe fondamentali delle trasmissioni di potenza.

Presente in Italia con 4 stabilimenti di produzione - tre nel comprensorio modenese e uno a Lecce - su una superficie complessiva di 100mila metri quadrati, il gruppo che ha il proprio quartier generale a Modena , sulla Via Emilia Ovest, è oggi il secondo produttore italiano di riduttori e motoriduttori in termini di fatturato, con una quota di mercato dell'11%, grazie soprattutto al settore dell'edilizia/ceramica. Negli ultimi anni il giro d'affari consolidato ha registrato una forte accelerazione, salendo dai 77,5 milioni di euro del 2000 ai 131 milioni di euro del 2006, quando il Gruppo ha prodotto 350mila unità, tra motoriduttori, riduttori, variatori elettronici di velocità e motori elettrici normali e autofrenanti applicati, in tutto il mondo, su ogni tipo di macchina.


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