Bologna, dalla Turolla alla Sauer-Danfoss


imgBologna, 9 gennaio 2009 – È rimbalzata tra multinazionali del vecchio e nuovo continente per approdare definitivamente in Danimarca: la Turolla, azienda bolognese attiva da sessant’anni nel settore della oleodinamica, si chiama oggi Sauer Danfoss. Specializzato in produzione e progettazione di componenti a ingranaggi, lo stabilimento bolognese è una delle sedi del gruppo multinazionale – con sede in Danimarca – leader nella produzione di sistemi e componenti oleodinamici ed elettronici: circa 10mila dipendenti sparsi in tutto il mondo e un fatturato annuo di circa 2,5 miliardi di dollari. I clienti sono grandi produttori di trattori, mezzi agricoli, movimento terra, carrelli elevatori.

Lo stabilimento bolognese – che ha sede a Villanova di Castenaso – è attivo da ben 60 anni. Prima degli anni cinquanta il mercato europeo dell’oleodinamica era in mano ad aziende tedesche, britanniche e americane. Quando nel dopoguerra emerse con forza, in Italia, il problema della carenza di componenti relativi a questo settore, l’ingegnere Marco Turolla fondò a Bologna una piccola officina nella quale avviò la produzione di pompe a ingranaggi e di altri componenti oleodinamici. In pochi anni l’azienda divenne competitiva al pari degli altri grandi produttori. “Progettai diverse apparecchiature e brevettai pompe in grado di ridurre le pulsazioni e quindi la rumorosità a livelli molto bassi”, spiega Turolla. Negli anni Sessanta l’azienda venne acquisita dalla britannica Plessey che a sua volta venne acquisita nel 1981 dalla statunitense Sundstrand (che divenne proprietaria della parte oleodinamica). Nel 1987 si costituì una joint venture tra la Sundstrand e la tedesca Sauer e successivamente entrò in gioco la danese Danfoss Fluid Power, dando vita al gruppo attuale.

Oggi lo stabilimento bolognese produce pompe idrauliche e ingranaggi che vengono venduti negli Stati Uniti (33%), Germania (17%), Italia (16%) e Francia (13%), ma sono in crescita anche mercati quali Brasile, Russia, Cina e India. “Nonostante il momento congiunturale difficile – spiega Giulio Mazzotti, direttore dello stabilimento – l’azienda bolognese, forte di una solida tradizione industriale, continua a mantenere la sua posizione di mercato ed è pronta a continuare la sua storia di successo”.

 

 


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